| Castello di Pietratagliata di Aidone |
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Del Castello di Pietratagliata di Aidone, conosciuto anche come Casteddu di Gresti, non si ha una datazione precisa circa la sua costruzione. La fisionomia del castello di Pietratagliata si inquadra splendidamente nella singolare cresta rocciosa in cui si staglia. La sua struttura rocciosa deve poggiare su estesi strati argillosi impermeabili: nell’alveo del torrente, infatti, si trova un delizioso laghetto, detto “l’urna” che si conserva anche nel periodo estivo quando lo stesso torrente é in secca. Anche da una sommaria visione d’insieme si percepisce subito la contemporanea presenza di svariate strutture che si sono sovrapposte ed affiancate nel corso dei secoli: grotte che furono abitazioni preistoriche, la fortezza di avvistamento e segnalazione ed infine l’ulteriore ampliamento del complesso edilizio, cioè i magazzini e le rustiche abitazioni di quella che era ormai divenuta una feudale “masseria fortificata”. L’ingresso al castello é ubicato in prossimità di una stretta curva della strada che collega Raddusa e Valguarnera. Salendo per la scaletta in muratura che dà sulla strada si accede in un ampio magazzino Entrando dalla porta culminante con un archetto, si attraversa un corridoio sotterraneo ritrovandosi in una loggia , da cui è possibile affacciarsi sul dirupo. Si accede così in una grotta rettangolare scavata nell'arenaria e munita di finestra, che é certamente stata un'abitazione preistoric. L'acqua perenne dell'urna e l'abbondanza di selvaggina nelle fitte foreste che allora ricoprivano il territorio devono aver attratto insediamenti umani sin dal paleolitico superiore. Visto che la rampa d’accesso ai piani superiori (rampa forse collegata ad un ponte levatoio) non esiste più, solo i più smaliziati, muniti delle precauzioni del caso, potranno proseguire la visita. Al primo piano si trova un ingresso, da cui si accede sia alla scala che conduceva al piano superiore sia ad una stanza piuttosto curata e munita di una finestra con i due sedili tipici dell’architettura medievale. Attraverso la scala intagliata nella roccia che ci si ritrova in un che abbraccia l’intera larghezza dell’edificio. Riprendendo la scala, percorrendo l’ultima rampa ci si trova sul punto più elevato della grande roccia. L’accesso alla terrazza della torre era consentito da una stupenda scala a chiocciola, realizzata in corso d’opera all’interno della torre e precisamente in prossimità del suo spigolo di sud-est. Si accede alla scala da una porticina incastonata in un portale in lava terminante con una voltina del quale si è conservato lo stipite sinistro. Il vano scala è stato ottenuto da una perfetta sovrapposizione dei gradini che la compongono. (Liberamente tratto dal volume: Giuseppe Tomarchio, “Il Castello di Pietratagliata”, Editrice Il Lunario, Enna, 1992) |
