Sicilia
Castello di Garsiliato a Mazzarino

Il Castello di Garsiliato, o Grassuliato, sorge a 354 m. slm su un monte scosceso, 6 Km ad Est dall’attuale Mazzarino. Con apertura a sesto acuto, vaste cisterne e un sotterraneo, è circondato da salde mura merlate. La sua denominazione è stata spiegata con l’espressione "Arx Saliatum" che significa "Castello dei Saliati", sacerdoti di Marte istituiti da Numa Pompilio. A fianco del castello sorgeva un tempio dedicato al dio Marte che fu risparmiato dagli invasori arabi mentre dai normanni fu trasformato in chiesa. L'origine romano-bizantina della fortezza traspare da elementi evidenti, tuttora presenti, nell'ambito del vasto territorio originario, mentre nei pressi dell'abitato distrutto ed attorno alla rocca appaiono i segni più antichi di una civiltà anteriore; si tratta, come per tanti altri castelli sorti nell'ultimo periodo Bizantino, alla vigilia dell'invasione mussulmana, di un centro molto più antico, che affonda le radici nella più lontana civiltà greco-sicula, che nel successivo lungo periodo di pace viene abbandonato per la pianura e la sottostante vallata.
castello_grassuliato L'agglomerato di Grassuliato, attorno al castello e ad esso addossato, non doveva essere molto esteso, come può vedersi dagli avanzi e da una perlustrazione sommaria. Grassuliato ebbe una notevole importanza militare e per questo rimase per lungo tempo abitato importante come la sua rocca fortificata, cui corrisponderà come prima un esteso e ricco territorio, che si assottiglierà sempre più e sparirà quando la sua rocca mancherà alla sua funzione coi tempi nuovi. All'importanza della fortezza e quindi anche dell'abitato si associa quella di centro religioso, (così come ce lo attesta più tardi un diploma di Papa Alessandro III), non solo cristiano ma anche mussulmano. Grassuliato assume in questo modo, come terra abitata fortificata, un particolare prestigio e così diventa sede di un vasto distretto, mentre rappresenta contemporaneamente un importante caposaldo nel sistema difensivo creato dai Mussulmani, dove uomini di razza e religione diversa esercitano una volontà singola e collettiva, scambi economici di manufatti e prodotti del suolo con la popolazione delle campagne, delle terre e dei casali, e con quella delle stesse città, che a loro volta hanno scambi più vasti con gli altri paesi cristiani e mussulmani, massima tolleranza reciproca. Ma l'importanza del nostro centro nel triplice aspetto militare-politico, amministrativo e religioso, presuppone anche una collettività di notabili, che appoggia il governo del suo "caid" (anche Butera ha il suo che esercita la sua influenza su una vasta circoscrizione, amministrativa oltre che giudiziaria), e lo sostiene, anche quando più tardi questi capi instaureranno un loro governo personale nelle loro rocche isolate, cosa questa che preannuncia ed affretta la conquista normanna della Sicilia oramai definitivamente divisa, priva di un governo forte centrale. Con questa occupazione, Grassuliato, nel nuovo regime militare normanno, che a differenza del precedente è strettamente unitario, viene livellata agli altri centri abitati, ma la sua forte rocca, con l'istituzione della Contea Aleramica nell'interno, da Falconara sul mare, Butera, Mazzarino, Barrafranca, Piazza Armerina, Aidone, fino a Paternò ed oltre, perché con questa lunga e larga fascia abitata da latini venisse diviso l'elemento greco orientale da quello mussulmano occidentale, diventa ben presto un caposaldo importante nel sistema articolato della vasta contea, riprendendo la sua importanza vista nel suo triplice aspetto, cosicché la vediamo nei documenti del tempo ed in quelli successivi, mantenere ancora per molto questa sua preminenza ed importanza fino all'inizio di una nuova era, quando la fortezza perderà la sua funzione ormai inutile e dai suoi signori verrà incrementata la vicina terra di Mazzarino.
Del castello non rimangono ormai che pochi ruderi. La visita però è vivamente consigliabile per il fascino che ancora emanano questi luoghi.

 
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