Il Castello di Caccamo si trova in provincia di Palermo a breve distanza da Termini Imerese, e vicino al mare della costa Nord-Ovest della Sicilia. Maestoso e arroccato su una rupe rocciosa in posizione strategica a 521 metri di altezza, il pittoresco castello di Caccamo è uno dei più imponenti e meglio conservati non solo in Sicilia ma anche in Italia. Incerta è la data di costruzione, secondo recenti studi pare che una prima fondazione sia stata fatta nel Medioevo, intorno al XII secolo, e comunque non anteriore al periodo normanno. E’ certa la presenza del castello nel XIV sec. quando gli Angioini tentarono di impadronirsene, tentativo poi fallito per merito dell’ampliamento della struttura originaria voluto dai Chiaramonte di Palermo, e alla costruzione di nuove torri di vedetta. Simbolo del potere feudale dei Chiaramonte fino al loro declino nel 1392, il castello diventò successivamente di proprietà della famiglia Prades, che estese ulteriormente la struttura creando nuovi ambienti tra cui la “sala delle armi”. Dopo i Prades seguirono gli Amato che furono in possesso del castello fino al 1813. Notevoli trasformazioni furono effettuate sulla struttura da questa famiglia, che trasformò la fortezza in residenza baronale, arricchendola di saloni e affreschi e cancellandone l’aspetto militare tipico del periodo medievale. Il terremoto del 1923 fu l’inizio di una serie di crolli che coinvolse l’intera struttura oggi in restauro e di proprietà comunale. Dalla rampa di accesso delimitata da mura di cinta si arriva all’atrio principale, dove notiamo l’antico simbolo di Cartagine, la testa di cavallo, con in più le tre gambe della Sicilia. Pare che il legame tra Caccamo e Cartagine sia da ricercarsi nel nome stesso di questo paese. Il nome Caccamo, infatti, sembra aver origine da “caccabe”, testa di cavallo, antico simbolo di Cartagine appunto. Sull’androne principale si affaccia l’ala Prades, un tempo sala delle udienze poi teatro di corte. Dal cortile antistante la Cappella è possibile scendere alle prigioni scavate nella roccia, un luogo sotterraneo umido e agghiacciante. Nulla è rimasto degli arredamenti del castello che oggi è visitabile solo in parte con l’assistenza gratuita di guide locali che vi descriveranno le stanze di questa antica fortezza.
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