Il Museo della ceramica Siciliana di Caltagirone custodisce al suo interno vaste e assai interessanti collezioni di ceramiche risalenti a svariati periodi storici.
Si possono ammirare nelle diverse sale espositive reperti che vanno dalla preistoria al XIX secolo, passando attraverso testimonianze siceliote, greche, romane, bizantine, medioevali e rinascimentali.
Una panoramica, dunque, articolata e completa che può guidare il visitatore lungo un percorso, anche didattico, molto aricolato ed interesante.
Il museo può essere suddiviso in tre grandi aree storiche: mondo antico, medievale, rinascimentale e moderna.
La ceramica calatina è rappresentata da reperti che vanno dal XVI al XIX secolo. I frammenti più antichi sono frutto di ritrovamenti locali.
Interessanti sono le ceramiche preistoriche, provenienti dalle contrade Angelo, Moschitta, Balchino e S. Ippolito. Altri reperti degni di nota sono le ceramiche greche a figure nere e rosse, veramente affascinanti, e le terracotte bizantine.
La sala numero quattro è quella che offre una ampia carrellata di ceramiche siciliane medievali risalenti ad un vasto periodo storico che va dal X al XV secolo. La sala numero cinque invece è quella che ci permette di capire anche le usanze siciliane e ricostruire gli ambienti di un epoca che va dal XVI al XVIII secolo. Al suo interno infatti sono custoditi oggetti di uso comune come lavabi e pavimenti fabbricati nei laboratori artigianali di Caltagirone.
Nel grande salone si trovano le testimonianze di tutte le più importanti scuole siciliane di ceramica: Caltagirone, ovviamente, Trapani, Sciacca, Palermo, Burgio e Collesano.
Il Museo inoltre custodisce stucchi risalenti a varie epoche, maioliche di ogni foggia, pannelli di diversi temi e provenienze, e terracotte che immortalano alcuni momenti storici o di vita quotidiana come il "Ritorno dalla campagna" o "la donazione dei feudi alla città di Caltagirone da parte del Conte Ruggero" del maestro Giuseppe Vaccaro Bongiovanni (XIX sec.).
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